Su queste zone ha soffiato per tutto il giorno un sostenuto vento di scirocco, dovuto al richiamo prefrontale, che ha difatti innalzato i valori di umidità dell'aria e le temperature di dew point dando energia per i fenomeni convettivi.
Sul Veneto occidentale invece, la convezione è stats in parte inibita da venti di caduta dall'Appennino emiliano più secchi che han tolto il "carburante" per lo sviluppo di temporali.
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Temperatura e altezza geopotenziali alla quota di 500 hPa. Si nota l'ingresso da NE di una massa di aria molto più fredda rispetto la precedente. |
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Temperatura e altezza geopotenziali alla quota di 850hPa. L'aria fredda entra sul Triveneto da NE. |
Verso le 20-21 di ieri sera, il fronte freddo iniziava a superare l'arco alpino e i primi sbuffi di aria fredda hanno dato il via alle danze in particolare nelle zone in cui i venti convergevano da direzioni opposte.
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Mappa che mostra la convergenza al suolo dei venti e relativo accumulo locale di umidità. |
L'immagine radar OSMER seguente ben evidenzia come le zone colpite da temporali siano corrispondenti alle zone indicate dai modelli.
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Radar OSMER FVG www.osmer.fvg.it |
Questo sistema temporalesco di tipo multicellulare ha prodotto rovesci sparsi, anche di moderata intensità specialmente nella città di Trieste dove la grandine ha raggiunto dimensioni degne di nota.
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Grandine a Trieste città, fonte Forum Meteotriveneto.it |
Notevole per il periodo è stata anche l'attività elettrica.
Si sono visti anche fulminazioni di tipo CA (cloud-air= nube-aria).
Dal sito di Alberto Gobbi, vediamo cosa sono questi fulmini:
I fulmini CA si verificano quando una scarica elettrica si propaga tra un accumulo di cariche negative o positive all'interno della nube e una zona di cariche opposte nell'atmosfera circostante.
Solitamente sono fulmini molto più sottili, deboli e corti dei precedenti e prevalgono di gran lunga alla sommità della nube: perciò sono anch'essi visibili da grande distanza.
ed ecco qua le mie foto:
Ieri sera poi, vi era la luna piena e vicino ad essa splendeva anche il pianeta Marte.
Giorgio
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