Le condizioni erano ideali per avere temporali grandigeni con associati colpi di vento forte, locali nubifragi e, specialmente tra Veneto orientale e Friuli occidentale, vi era rischio di formazione di supercelle.
Durante il pomeriggio i temporali sono rimasti relegati alla fascia alpina, ma dal tramonto la convezione è partita anche in pianura.
In particolare, una cella solitaria, nata sulla pedemontana vicentina, è poi evoluta in un temporale molto forte tale da far dirottare alcuni voli in arrivo all'aeroporto Canova di Treviso.
Ripercorrendo il peggioramento temporalesco attraverso l'animazione del radar ARPAV di Teolo, si vede come la cella nella sua evoluzione tenda a deviare verso la propria destra e come per diverse volte assuma una forma chiaramente a V con ripetuti accenni di uncino.
Tutte queste caratteristiche messe assieme ci fanno intuire come questo temporale sia probabilmente stato una temporale di tipo supercellulare e che quindi avesse un mesociclone al suo interno.
Dopo questa prima fase iniziale con celle temporalesche forti ma isolate, il Veneto è stato investito da piccoli temporali più diffusi a macchia di leopardo.
L'attività elettrica è sta molto intensa come mostra la mappa relativa ai fulmini per la giornata di ieri.
Io ho intercettato la supercella all'altezza circa di Noventa di Piave ma sono stato molto rallentato dalla grandine che cadeva. Le dimensioni dei chicchi erano eterogenee con i più grandi del diametro di 2-3 cm.
Tuttavia dalle foto si può notare un updraft bello striato sinonimo di presenza di mesociclone.
Nella sua parte meridionale, il temporale presentava anche una maestosa shelf cloud retroilluminata dalle numerose fulminazioni.
Il temporale poi si è sfaldato e diventato di tipo multicellulare. La base quindi diventa caotica e meno organizzata ma riesce a formarsi una notevole inflow tail quasi rasente il suolo


Allego i grafici relativi al peggioramento relativi a Stretti:
ed Eraclea Mare:
Al prossimo evento.
Giorgio
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