mercoledì 25 giugno 2014

24 giugno 2014: supercella tra trevigiano e veneziano.

Nella giornata di ieri 24 giugno vi erano le condizioni per la formazione di temporali molto forti e infatti, la prevista confluenza tra aria relativamente fresca ed umida in quota di origine atlantica e aria più calda di provenienza subtropicale, hanno determinato una moderata attività temporalesca pomeridiana e serale su fascia alpina e prealpina con sconfinamento sulle pianure di Veneto e Friuli.

Le condizioni erano ideali per avere temporali grandigeni con associati colpi di vento forte, locali nubifragi e, specialmente tra Veneto orientale e Friuli occidentale, vi era rischio di formazione di supercelle.

Durante il pomeriggio i temporali sono rimasti relegati alla fascia alpina, ma dal tramonto la convezione è partita anche in pianura.

In particolare, una cella solitaria, nata sulla pedemontana vicentina, è poi evoluta in un temporale molto forte tale da far dirottare alcuni voli in arrivo all'aeroporto Canova di Treviso.

Ripercorrendo il peggioramento temporalesco attraverso l'animazione del radar ARPAV di Teolo, si vede come la cella nella sua evoluzione tenda a deviare verso la propria destra e come per diverse volte assuma una forma chiaramente a V con ripetuti accenni di uncino.
Tutte queste caratteristiche messe assieme ci fanno intuire come questo temporale sia probabilmente stato una temporale di tipo supercellulare e che quindi avesse un mesociclone al suo interno.


Dopo questa prima fase iniziale con celle temporalesche forti ma isolate, il Veneto è stato investito da piccoli temporali più diffusi a macchia di leopardo.

L'attività elettrica è sta molto intensa come mostra la mappa relativa ai fulmini per la giornata di ieri.


Io ho intercettato la supercella all'altezza circa di Noventa di Piave ma sono stato molto rallentato dalla grandine che cadeva. Le dimensioni dei chicchi erano eterogenee con i più grandi del diametro di 2-3 cm.

Tuttavia dalle foto si può notare un updraft bello striato sinonimo di presenza di mesociclone.

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Nella sua parte meridionale, il temporale presentava anche una maestosa shelf cloud retroilluminata dalle numerose fulminazioni.

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Il temporale poi si è sfaldato e diventato di tipo multicellulare. La base quindi diventa caotica e meno organizzata ma riesce a formarsi una notevole inflow tail quasi rasente il suolo

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Allego i grafici relativi al peggioramento relativi a Stretti:




ed Eraclea Mare:



Al prossimo evento.

Giorgio